PERCHé I FONDI EUROPEI 2014-2020

L’Union Europea sta affrontando la sfida di uscire dalla crisi e reinserire le economie in un percorso di crescita sostenibile. La strategia comporta il ripristino di solide finanze pubbliche, riforme strutturali che favoriscano la crescita e investimenti mirati all’occupazione.

I Fondi strutturali UE ricompresi nel Quadro Strategico Comune (QSC)  possono dare un contributo importante alla crescita sostenibile, all’occupazione e alla competitività e, altresì , incrementare la convergenza degli Stati membri e delle regioni meno sviluppate con il resto dell’Unione Europea.

Al fine di garantire impatti economici, ambientali e sociali di lunga durata, nella sua proposta per il Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020 la Commissione ha proposto un nuovo approccio per l’utilizzo dei Fondi strutturali e già si discute di nuovi obbiettivi per il settennato prossimo.

L’approccio pone l’accento sull’esigenza di una definizione chiara e rigorosa dell’ordine delle proprietà e dei risultati, distante da una “cultura del diritto”.

I Fondi strutturali costituiranno quindi un’importante fonte d’investimento pubblico e fungeranno da catalizzatore per la crescita sostenibile e l’occupazione supportando gli investimenti in capitale fisico e umano e, al contempo, fungeranno da mezzi efficaci per sostenere l’attuazione di quelle riforme di cui l’Italia ha bisogno per rilanciare l’economia.

È necessario che i Fondi strutturali siano utilizzati per promuovere congiuntamente la competitività, la convergenza e la cooperazione, al fine di impostare le giuste priorità d’investimento specifiche per ogni singolo Paese. Occorre, quindi, attuare un generale riorientamento della spesa verso settori quali ricerca e innovazione, sostegno alle piccole e medie imprese, istruzione e formazione valide, ambiente , inserimento nel mercato del lavoro che promuova occupazione di qualità e coesione sociale. Si assicurerà cosi il main-streaming dei massimi incrementi di produttività negli obiettivi inerenti ai cambiamenti climatici e la transizione verso economie basate su un uso efficiente delle risorse e basse emissioni di carbonio. A tal fine, è necessario che la pianificazione e la gestione dei Fondi strutturali sviluppi un forte approccio integrato per massimizzare le sinergie ad assicurare un impatto ottimale sia a livello nazionale che transfrontaliero.

Occorre che gli obiettivi di Europa 2020 – la strategia europea di medio periodo per la crescita e l’occupazione – siano integrati nell’attuazione dei vari Fondi strutturali, ciascuno dei quali apporta il proprio contributo a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Occorre quindi assicurare un uso dei Fondi strutturali altamente mirato e orientato al risultato, che ne massimizzi l’impatto combinato.

 

La panoramica italiana

La crisi finanziaria globale ha esacerbato le debolezze strutturali che avevano già notevolmente frenato la crescita economica in Italia in passato.

Le persistenti disparità regionali italiane in termini di sviluppo economico (in particolare il dualismo tra il Centro-Nord e Sud) sono fonte di interesse costante. In termini di programmazione 2014-2020, cinque regioni del Sud sono classificate come “meno sviluppate” (PIL pro capite <75% della media UE) e tre come “intermedie” (PIL pro capite tra 75% e 90% della media UE).

In generale, queste regioni subiscono l’assenza di significative attività economiche private, a cui si aggiungono un numero limitato di poli di sviluppo, peraltro piuttosto isolati, tassi di crescita modesti e di disoccupazione elevati, forte presenza di lavoro sommerso, infrastrutture inadeguate, servizi pubblici carenti, pubblica amministrazione affetta da gravi problemi in termini di capacità e, in molte zone, la presenza della criminalità organizzata. Le regioni del Centro-Nord sono classificate, invece, come aree “più sviluppate” (PIL pro capite>90% della media UE) e possono essere caratterizzate quali economie industriali avanzate e di servizi, con struttura policentrica. Tuttavia, negli ultimi dieci anni, molte di esse hanno perso terreno in termini di produttività, innovazione e competitività rispetto alle regioni degli altri Paesi europei, cause principali della crescita lenta e della scarsa occupazione che caratterizzano tutta l’Italia.

 Le priorità di spesa nel periodo 2014-2020

I Fondi strutturali saranno uno degli strumenti più importanti per affrontare le principali sfide dell’Italia in termini di sviluppo e di attuazione della Strategia Europa 2020.

A tal fine, occorre che l’intervento dei Fondi strutturali sia concentrato su un numero limitato di priorità. L’esperienza dimostra, infatti, che la concentrazione tematica consente di accrescere l’efficacia degli interventi pubblici raggiungendo una massa critica che inneschi un impatto reale sulla situazione socio -economica di un Paese e delle sue regioni.

A livello europeo, sono state definite quattro priorità di finanziamento complementari, che si rafforzano a vicenda e che riflettono la rilevanza del fabbisogno di finanziamento e del potenziale contributo alla crescita e all’occupazione.

La prima mira a sviluppare un ambiente favorevole all’innovazione delle imprese. L’obiettivo è quello di permettere di far impresa tramite lo stimolo agli investimenti privati nella ricerca e nell’innovazione, l’uso delle nuove tecnologie dell’informazione e comunicazione e gli incentivi alle start-up e alla creazione di imprese. Questo, nel medio periodo, farà migliorare la competitività delle imprese stesse e avrà un effetto apprezzabile sulle prospettive di crescita e di occupazione sostenibile.

  La seconda priorità è la realizzazione performanti e una gestione efficiente delle risorse naturali. È necessario migliorare l’accessibilità e i collegamenti delle regioni e la loro attrattività per gli investitori, fornendo cosi le basi per maggiore competitività, sviluppo imprenditoriale, crescita economica e creazione di nuovi posti di lavoro. Occorre, inoltre, che i Fondi strutturali rispondano alle sfide in materia di adattamento ai cambiamenti climatici, rischi naturali, servizi legati all’eco-sistema e alle reti transfrontaliere.

   La terza priorità è aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e promuovere l’inclusione sociale e il miglioramento della qualità del capitale umano. Occupazione e coesione sociale sono tra i principali problemi dell’Italia.

I Fondi strutturali devono contribuire a una crescita che si accompagni a maggiori opportunità di lavoro e il loro impatto in termini di occupazione deve essere massimizzato. Ciò richiede un’intensificazione degli sforzi di concentrazione degli investimenti sugli obiettivi tematici dell’occupazione e della formazione.

   La quarta e ultima priorità è il sostegno, alla qualità, all’efficacia e all’efficienza della pubblica amministrazione. Un’amministrazione pubblica moderna e innovativa è di fondamentale importanza per fornire un miglior servizio alle imprese e ai cittadini e per garantire che le priorità d’investimento possano produrre risultati significativi in termini di occupazione e di crescita a livello nazionale e regionale. Ciò richiede che gli investimenti siano concentrati sul miglioramento della capacità istituzionale.

Sono tante e diverse le sfide che il nostro Paese si troverà ad affrontare nei prossimi anni. Se usati al meglio, i Fondi strutturali nel periodo 2014-2020 possono aiutare l’Italia a investire nella crescita e a creare occupazione. E perciò importante che tutti gli enti pubblici e privati coinvolti nell’esecuzione dei Fondi UE siano coscienti dell’importanza della posta in gioco e dei vantaggi che una programmazione efficiente e accorta può apportare.

Share