SOLUZIONI E CONSULENZA

Ma perché un imprenditore o un manager dovrebbero rivolgersi ad un consulente esterno?Spiega Stefano Santori:”Ci sono casi dove è necessaria la freschezza di un aiuto esterno, non condizionato dalla storia dell’azienda e dai suoi equilibri, in grado di vedere e giudicare le cose con distacco e professionale freddezza.La prima cosa che succede è che vivere l’azenda in modo esclusivo cinque giorni la settimana ci si trova coinvolti livello emotivo con una empatia che sulla obiettività e lucidità di valutazione, condizionando la capacità di essere schietti nei confronti di un manager o all’imprenditore proprietario essendo parte del team di lavoro, altra cosa e essendo un esterno del team.

Marketing mix,Idee fresche , visione diversificata strategie di altri settori dell’economia utili, internazionalizzazione ,innovazione, formazione: sono questi i benefici che può apportate un consulente.

Le aziende chiedono soluzioni concrete che confrontano con altre realtà, la vera sfida per i consulenti è trovare il giusto equilibrio tra la soluzione di breve periodo e un approccio più sistematico. ci sono settori dell’economia che andrebbero velocemente rinnovati per non perdere terreno con la concorrenza estera ,ma un settore arretrato è la nostra amministrazione pubblica a tutti i livelli con ripercussioni su tutto il sistema produttivo rinunciando al valore aggiunto del cambiamento.

Purtroppo il valore emerge di rado in Italia, la scuola non crea eccellenza in larga scala e lo stato è un groviglio burocratico che rallenta lo sviluppo e gl ‘investimenti . Cosi si creano piccoli micro sistemi adattati alle proprie realtà che ci accontentano del loro micro business, perdendo l’occasione di fare strategia e svilupparsi ed avere come effetto la crescita fisiologica.

Un buon consulente può aiutare a trovare nuove soluzioni e pianificare una strategia che dia una svolta a settori aziendali lenti o inadeguati.

 

La strategia si contrappone alla tattica, che ha invece lo scopo di pianificare al meglio la singola azione e deve tener conto di tutti i vincoli pratici e contingenti di essa. militarmente , ma vale anche per l’impresa, la strategia si riferisce ad operazioni tese a raggiungere un obiettivo di lungo termine e si attua su scale geografiche ampie, la tattica si riferisce invece ad azioni tese a raggiungere un obiettivo di breve termine e generalmente si attua su scala geografica ridotta: la tattica riguarda cioè il come combattere una battaglia, mentre la strategia riguarda il capire se la battaglia debba essere combattuta o no. Cambiare tattica nel corso delle operazioni è normalmente possibile senza grossi problemi, e anzi è spesso vantaggioso per adattarsi a situazioni nuove o per ottenere la sorpresa sul nemico; cambiare strategia invece è di solito difficile e costoso, perché impone una riorganizzazione profonda e la modifica o l’abbandono degli strumenti/armamenti/organigrammi usati.

Questo principio dovrebbe essere sempre tenuto presente da coloro che hanno la responsabilità di prendere decisioni che influenzeranno la vita di altri.

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