Hotel e internet

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1.  Brand “Il marchio”
Se avete un hotel e ogni volta che un possibile cliente entra nella vostra struttura  vi piacerebbe che pagasse ad un promotore turistico che si trova davanti alla vostra porta d’ingresso una commissione per il passaggio? No? Assurdo dite? Direi di si.Però su internet paga.

Guardate allora questo risultato su Google: “hotel traiano roma” (ho preso un hotel a caso). Cosa notiamo? Notiamo che nelle campagne AdWords compaiono associate al nome dell’hotel collegamenti sponsorizzati a vari portali di booking online che, se utilizzati per il booking, chiedono una commissione per il semplice passaggio dell’utente. Inoltre, cliccando su uno di qui portali, l’utente accede ad offerte di altri hotel concorrenti correndo il rischio di dirottarli  a loro come clienti finali.

Bene che vada paghiamo un costo per avere un cliente che è già nostro, male che vada regaliamo il cliente a un nostro concorrente. Non male direi…

In questo caso siamo anche fortunati perche’ l’hotel Traiano compare al primo posto nei risultati organici ed è “mappato”, per cui molti (ma non tutti) utenti entreranno “anche” nel sito ufficiale. Ma quanti hotel non compaiono ai primi posti nemmeno con il loro nome?

I primi consigli per non buttare soldi al vento sono quindi:

1. fate in modo che terzi non utilizzino il vostro nome per farsi pubblicità (Google ti aiuta)
2. Dotatevi di un booking nel sito e tenetelo aggiornato almeno quanto i siti di booking
3. Fate in modo “almeno” di comparire al primo posto col vostro nome (organico e a pagamento) nei motori di ricerca

2. Legge dei 3 click
Se un utente cerca informazioni particolari quali offerte vacanza, lastminute, struttura legata ad eventi, etc…, fate in modo che valga la legge dei tre click che dice “se un utente non trova le informazioni che cerca con tre click, probabilmente cercherà quello che gli serve in un altro sito web”, facendo diminuire drasticamente la possibilità che faccia azioni utili per diventare un cliente (ad esempio richiedendo un’offerta o inviandovi un’email).

Ecco i tre click perfetti di un utente:

– click sui risultati di ricerca (AdWords o o posizionamento naturale)
– click nella pagina di “atterraggio” dove si spera trova gia tutte le risposte che cerca relative la sua richiesta “espressa nellla query nel motore”
– call to action: click finale per invio della richiesta o del booking o altra azione obbiettivo predeterminata

Per cercare di ottenere i 3 click perfetti consiglio di:
– creare annunci specifici AdWords relativi la query digitata dall’utente e non annunci generici. Se un utente digita “offerta vacanza rimini” non fate comparire un annuncio con il contenuto del tipo “hotel a rimini, offerte hotel rimini, vacanze rimini”” ma del tipo “Ecco la miglior offerta per una vacanza a Rimini: scoprila!”
– non puntate i link della campagna sulla home del vostro sito,soprattutto se questa è una home istituzionale, ma indirizzate l’utente nelle pagine del vostro sito dove troverà la risposta che cerca. Se serve creare apposite landing page
– Invitate all’azione. Dopo aver esposto la vostra offerta, rendete ben visibili tutte le modalità con le quali può contattarvi o “chiuderla”

CONVERTIRE GLI UTENTI IN CLIENTI

Una volta che l’utente arriva in una pagina del sito web è necessario che trovi immediatamente le informazioni che cerca, e che i contenuti che legge lo spingano a fare azioni propositive (acquisto, compilazione form, richiesta informazioni…) rispetto gli obiettivi che l’azienda persegue.

La pagina di “atterraggio” (landing page), la prima pagina che l’utente trova a seguito di un click dai listing dei motori di ricerca o dai box promozionali gestiti tramite campagne di keywords advertising, ha un ruolo molto importante nel processo di conversione dell’utente a cliente.

Le competenze per creare contenuti web persuasivi (persuasive copywriting) hanno quindi un ruolo fondamentale per migliorare i ROI delle campagne di Search Engine Marketing.

LE PAGINE DI ATTERRAGGIO: LANDING PAGE

Ecco 10 utili suggerimenti per creare landing page ben fatte, ricordandoci che è solo con l’esperienza che si affinano i risultati e le strategie imparate con la teoria:

  1. INFORMARE
    Cerchiamo di fare in modo di immedesimarsi nelle esigenze che l’utente ha quando fa una ricerca sulla parola chiave associata al nostro business, e facciamo in modo che trovi subito, a seguito di un click in un box sponsorizzato o nei listing puri di ricerca, le informazioni che cerca, in modo chiaro ed esclusivo.
  2. ESSERE CREDIBILI
    Occorre conquistare la fiducia dell’utente affinché esso si fidi di chi ha davanti. Ad esempio, se quello che gli viene offerto viene descritto come “il migliore” bisogna spiegare il perchè di tale asserzione, magari anche utilizzando testimonial, menzioni, certificazioni, premi ricevuti.
  3. ENFATIZZARE IL PRODOTTO O IL SERVIZIO
    Se lo scopo è vendere un prodotto o un servizio dobbiamo esaltarlo. In che modo? Senza tediare l’utente con discorsi prolissi ma, in breve, enfatizzandone solo i punti di forza (uno o pochi), rimandano a posizioni marginali della pagina o ad altra pagine la descrizione completa delle caratteristiche.
    Soprattutto se il prodotto è un servizio, cerca di “concretizzarlo” agli occhi dell’utente con immagini o foto accattivanti. Poche ma incisive.
  4. DEMO E PROVA DI EFFICACIA
    Cercare per quanto possibile di dimostrare agli utenti l’efficacia del prodotto (case history, filmato, versione prova…); dargli garanzie per minimizzare i rischi (esempio in caso di insoddisfazione)
  5. TEMPORALIZZARE LE DECISIONE DELL’UTENTE
    Se possibile, è utile fissare dei tempi stretti entro cui far prendere decisioni all’utente, in modo da “spronarlo” ad agire., magari pensando ad una esclusività e unicità dell’attuale offerta in corso. Un buon esempio in tal senso sono le periodiche offerta sul sito DELL.it
  6. CREARE STIMOLI “PERSUASIVI”
    Se l’utente percepirà immediatamente dei “benefici” immediati alla sua vita, sarà molto propenso ad agire. Benefici sulla sua persona, non generici a gruppi di persone o all’umanità.
  7. ANTICIPARE POSSIBILI OBIEZIONI
    Tanto più si è in grado di prevedere le possibili obiezioni dell’utente, tanto più occorre dare loro informazioni anticipatrici di tali obiezioni. Potrebbe essere utile enfatizzare le obiezioni più comuni o realizzare una sezione ad hoc dedicata a tali tipo di informazioni (esempio FAQ)
  8. FAR FARE ALL’UTENTE PERCORSI GUIDATI
    Non lasciamo che l’utente si perda nel sito o faccia percorsi errati e fuorvianti rispetto l’obiettivo che si vuole raggiungere. Limitiamo i link a quelli che vogliamo far realmente seguire, e facciamo navigare l’utente su percorsi dove la scelta è “controllata” (dove sappiamo prevedere cosa accade in caso di scelte con più opzioni). Molto spesso questo significa ripensare anche all’usabilità del sito web, o alla necessità di creazione di siti web dedicati a singoli prodotti o servizi.
  9. COMUNICARE CON IL SINGOLO
    Tanto più l’utente si sente coccolato e al centro dell’attenzione, tanto più risponderà affermativamente. Tecniche per ottenere questo risultato sono: usare il TU; creare percorsi in base ai profili; creare una comunicazione ONEtoONE, magari tramite email.
  10. SCRIVERE PER IL WEB
    La scrittura per il web è altra cosa dalla scrittura per la carta. Un sito utile per imparare a scrivere per il web è: www.mestierediscrivere.com, in particolare consigli e idee.
    I punti su cui puntare maggior attenzione in estrema sintesi sono:

    • esporre subito i concetti principali che normalmente sono esposti nelle conclusioni
    • esporre solo successivamente i dettagli cercando di essere molto sintetici
    • paragrafi brevi e separati da interlinea
    • occhiello di richiamo e neretto sui concetti fondamentali su cui focalizzare l’attenzione
    • rendere riconoscibili i link
    • tenere la pagina “pulita” senza “distrazioni” come banner animati o animazioni flash invasive

    IL RISULTATI SONO DETERMINATI DALL’APPLICAZIONE DELLE INFORMAZIONI E DALLA PERSEVERANZA , INTERNET è UN TERRENO CHE PUò DARE GRANDI FRUTTI MA Và COSTANTEMENTE CURATO CON  COSTANZA.

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