Criptovalute e Fondo Monetario Internazionale.

Il Fondo Monetario Internazionale

Sulla stessa lunghezza d’onda Christine Lagarde, direttore del Fondo Monetario Internazionale. Alla conferenza della Bank of England “Central Banking and Fintech: A Brave New World?” dello scorso 1 ottobre ha dichiarato che le criptomonete sono ancora troppo volatili e rischiose per sostituire completamente le valute tradizionali” e al contempo fragili verso attacchi hacker e soggette a numerosi cyber rischi, ma l’innovazione tecnologica aiuterà certamente a superare questi pericoli. Inoltre, ha evidenziato il ruolo sociale delle valute virtuali per le economie di paesi in via di sviluppo con istituzioni deboli. 

Bitcoin nel mondo

Alcuni paesi già adottano il Bitcoin come mezzo di scambio e di risparmio, come ad esempio la Nigeria e lo ZimbabweIn Venezuela, dove il valore della valuta ufficiale tende allo zero, offre a milioni di persone la possibilità di fare transazioni e procurarsi mezzi di sostentamento. In Giappone è ormai una moneta riconosciuta e legalmente accettata a partire da aprile 2017 e la Russia si prepara ad accettarla entro il 2018.

La Banca Centrale Europea non ha ancora (apertamente) discusso sul tema ma, attraverso le parole di Draghi alla conferenza Youth Dialogue di Dublino prima e al Parlamento Europeo poi, sappiamo che a Francoforte sul Meno stanno analizzando evoluzioni e opportunità di Bitcoin e Blockchain, ma che non sarebbe in potere della BCE regolamentarle o proibirle.

Per Draghi è sicuramente prematuro considerare la criptomoneta come strumento di politica monetaria, ma non è escluso che quando la tecnologia raggiungerà la maturità potrebbero esserci sviluppi in tal senso.

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