Con gli altri si arriva alla felicità

Per il filosofo Leibniz la felicità è , delectatio in felicitate alterius (gioia del cercare la felicità altrui).

A conclusioni simili arriva Adam Smith , considerato il fondatore del pensiero economico moderno,quando afferma che la preoccupazione per la nostra felicità attraverso il discernimento(Capacità di valutare i termini di una questione, i caratteri di una situazione, così da poter operare scelte corrette, oculate di buon senso), …  ci porta a capire  che essa passa attraverso la felicità degli altri .

Jeremy Bentham , considerato il padre dell’utilitarismo( è una dottrina filosofica di natura etica per la quale è “bene” (o “giusto”) ciò che aumenta la felicità degli esseri sensibili. Della buona condotta non è la felicità personale di chi agisce, ma la felicità di tutti gli interessati).

Per ogni granello di gioia che seminerai nel petto di un altro , tu troverai un raccolto nel tuo petto .La psichiatria contemporanea afferma lucidamente che ” la felicità , in qualsiasi forma  , dalla più sensibile come il piacere alla più alta come l’estasi ,è conseguenza di una attività vitale non direttamente  polarizzata verso di essa con desiderio e ricerca intenzionali”. Arriva alla stessa conclusione un altro padre del pensiero economico come Jhon Stuart Mill quando afferma che ” sono felici solo coloro che hanno le menti fissate  su qualcos ‘altro che la propria  felicità : e cioè sulla felicità degl’altri ,o  nel miglioramento dell’umanità”.Siii

 

Gli studi empirici sulla felicità confermano queste intuizioni di filosofi e pensatori  ;    l’uomo è un essere fondamentalmente  relazionale che realizza la fioritura e massimizza la soddisfazione della propria vita impegnandosi nel miglioramento della qualità delle relazioni e della società in cui vive.

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